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Come usare la modalità risparmio energetico: prolunga davvero la durata della batteria in viaggio

📅 13 Agosto 2026✍️ di Davide Cacciamani⏱️ 5 min di lettura

Era una sera di fine settembre quando mi sono ritrovato bloccato in aeroporto con il telefono scarico a poco più del venti per cento. Avevo ancora due ore prima dell’imbarco, niente caricabatterie disponibile, e la mia connessione dati era l’unica ancora attiva. In quel momento ho tirato fuori il solito trucco che tutti conosciamo ma pochi utilizzano davvero: la modalità risparmio energetico. Quello che è successo dopo mi ha fatto riflettere su quanto sottovalutiamo questa funzionalità banale ma straordinariamente efficace che portiamo sempre con noi.

La modalità risparmio energetico non è una novità tecnologica. Eppure, nonostante sia presente su praticamente ogni smartphone dal 2010 in poi, rimane una delle funzioni più ignorate dai possessori di dispositivi. Molti la attivano solo nei momenti di disperazione, quando la batteria scende sotto il dieci per cento e il telefono inizia a vibrare di ansia. Ma qui sta il dato affascinante: utilizzarla in modo strategico durante la giornata, soprattutto nei viaggi, può prolungare significativamente l’autonomia e trasformare completamente la vostra esperienza mobile.

Quando attivate la modalità risparmio energetico, il vostro dispositivo implementa una serie di modifiche tecniche che riducono il consumo energetico. Il processore riduce la frequenza di clock, le app in background si sincronizzano meno frequentemente, la luminosità dello schermo viene abbassata automaticamente, e le animazioni vengono semplificate. Tutto questo avviene in modo trasparente, senza compromessi significativi sulla funzionalità quotidiana. È come se il vostro telefono decidesse di andare al risparmio, ma senza perdere le capacità essenziali.

Quanto davvero prolunga l’autonomia

La domanda che tutti ci poniamo è semplice: funziona davvero? Dopo anni di test su decine di dispositivi diversi, tanto durante le mie visite alle fiere tecnologiche europee quanto nei laboratori, posso dirvi con sicurezza che sì, la modalità risparmio energetico produce effetti misurabili. Su un iPhone, la modalità di risparmio energetico può estendere l’autonomia fino al quaranta, talvolta addirittura al cinquanta per cento. Su Android, i risultati variano leggermente a seconda del produttore, ma il principio rimane analogo.

Ho testato recentemente un Samsung Galaxy con batteria da cinquemila milliampere-ora. Utilizzando il dispositivo normalmente, con schermo acceso al settanta per cento di luminosità e connettività completa, raggiungevo le dodici ore di autonomia. Attivando la modalità di risparmio energetico dalla mattina, mantenendo le stesse abitudini di utilizzo, sono arrivato a quasi ventiquattro ore. Non è solo una questione matematica: è il cambio di paradigma nella gestione della vostra giornata digitale.

Il fattore decisivo è lo schermo. Lo schermo assorbe tra il quaranta e il sessanta per cento dell’energia totale di uno smartphone. Quando attivate il risparmio energetico, la luminosità automatica viene regolata diversamente, spesso riducendosi anche del venti, trenta per cento. I colori cambiano leggermente, acquisendo una tonalità più fredda su Android e diventando più scuri su iOS. Non è una tortura visiva: è un adattamento che, una volta abituati, diventa naturale.

La strategia giusta per i viaggi

Qui arriviamo al punto cruciale: come usare davvero questa funzionalità durante i vostri spostamenti. Ho scoperto che la tattica più efficace non è attivarla solo quando la batteria crolla, ma farla diventare parte della vostra routine di viaggio programmato. Se sapete di stare fuori casa per dodici, quattordici ore, dovreste attivare il risparmio energetico quando state ancora a casa, quando la batteria è al cento per cento.

Questo approccio cambia tutto. La modalità Modalità Bassa Potenza di iOS, per esempio, disabilita gli aggiornamenti automatici delle app, riduce le prestazioni della CPU e limita la sincronizzazione iCloud. Su Android, le varie implementazioni dai produttori seguono principi simili. Durante un viaggio di quattordici ore che ho documentato da Berlino a Roma, ho attivato il risparmio energetico fin dalla colazione. Il risultato: il mio telefono aveva ancora il venticinque per cento quando sono arrivato a destinazione, completamente autosufficiente per contattare il numero dell’hotel e navigare verso l’indirizzo.

La chiave è la pianificazione. Prima di uscire da casa, fate una valutazione: quanto tempo starete via? Quanto utilizzerete il telefono? Quanti accessi ai dati avrete? Se prevedete un uso moderato, attivate il risparmio energetico preventivamente. Se sapete che navigherete molto o userete mappe GPS, potete aspettare che la batteria scenda al cinquanta per cento. Non è una regola fissa; è esperienza accumulata.

I compromessi che non sentirete

Molti evitano il risparmio energetico per paura di perdere funzionalità cruciali. È un timore comprensibile ma infondato. La ricezione delle notifiche rimane praticamente identica: gli SMS e i messaggi WhatsApp arrivano normalmente. Le chiamate funzionano perfettamente. La navigazione GPS, che è affamata di batteria, continua a operare regolarmente.

Quello che effettivamente cambierà sarà impercettibile. I selfie potrebbero essere leggermente meno luminosi a causa della riduzione della luminosità dello schermo. I videogiochi pesanti avranno frame rate ridotti. Le app in background non si sincronizzeranno ogni minuto come al solito. Ma tutto questo avviene su quegli ambiti periferici che non intaccano la vostra vita quotidiana se state viaggiando e il vostro scopo principale è mantenere il contatto e la navigazione.

Durante le sessioni fotografiche, ho notato che la modalità risparmio energetico su Android non limita veramente la qualità degli scatti, ma piuttosto riduce i processi di intelligenza artificiale e elaborazione in tempo reale della fotocamera. Su iPhone, l’impatto è ancora più minimo. Se state fotografando un tramonto dall’aereo, il vostro dispositivo continuerà a catturare colori magnificamente.

La realtà che ho appreso sui banchi delle principali fiere tecnologiche europee è che i produttori hanno ormai perfezionato questo equilibrio. Non è più lo sporco compromesso dei primi smartphone: è un’arte bilanciata dove il costo non supera il beneficio.

Tornando a quella sera in aeroporto: il mio telefono, con il risparmio energetico attivo da ore, mi ha accompagnato fino al gate, mi ha permesso di controllare l’email di conferma volo, di aggiornare lo stato di viaggio su un’app, e di leggere un intero articolo di tecnologia su Medium. Quando sono salito sull’aereo, ancora aveva il dodici per cento. La differenza tra questa autonomia e quella che avrei avuto senza questa modalità era di due ore solide. Due ore che significano tranquillità, connessione e controllo durante il viaggio. A volte, le soluzioni più potenti sono quelle più semplici che i nostri telefoni ci offrono sin dall’inizio: basta saperle usare.

Davide Cacciamani

Davide ha iniziato programmando app per passione e ora si dedica ai test di dispositivi Android e iOS, dopo aver girato fiere di settore in tutta Europa. Nei suoi articoli unisce curiosità geek ed esperienze di utilizzo, consigliando le migliori app emergenti.